1°maggio OnTheRoad – Seconda tappa: Altamura

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Ma come, non siete mai stati sulla Matera-Altamura? Curve, panorama mozzaf… ricordavo malissimo: un lungo rettilineo, due corsie per senso di marcia e panorama discreto, niente di più. Su ragazzi, non si dorme! Guardate che spettacolo ed indico il nulla, mentre Altamura si avvicina.

Altamura è un dono che non ti aspetti in una confezione regalo alquanto deludente… rose ed ananas su sfondo marrone, ad esempio. Ho esagerato? Forse.

Periferia e quartieri ‘moderni’ son quelli che trovi un po’ ovunque, ma oggi meritiamo di più. E il centro storico non delude affatto. Parcheggiare è ancora una volta un’impresa e il poco talento di chi guida non aiuta, ovviamente.

Federicus, ne parlano tutti da anni e finalmente ci sono, io che stamane avrei scelto il mare. E un mare di gente ci accoglie in “Piazza della Resistenza”, dove assistiamo per pochi istanti al transitare del corteo storico: costumi impeccabili e timpanisti che con fare minaccioso ipnotizzano la folla. E ci riescono anche con noi, tanto che seguiamo il corteo in “Corso Federico II di Svevia” nel quale, grazie ad accuratissimi allestimenti, ci si illude di esser trasportati nel Medioevo mentre invece si è trasportati dalla folla.

Allestimenti per “Federicus” nel centro storico di Altamura

Così, un centinaio di metri ed un’ora più tardi, stanchi di levitare e di scambiarci sguardi e non è proprio il caso, voltiamo in “Via San Michele”. Ma dai, non possiamo andar via, guardate che non sarà così ovunque…mentre a pochi metri dalla “Pasticceria Monastero di Santa Chiara” differisco la risposta tutto preso da una deliziosa tetta della monaca con crema di pistacchio. No, no… troppa gente, noi andiamo alla Cava dei dinosauri e ci dividiamo.

“Cava Pontrelli”: sulle orme dei dinosauri

Sono eccitato, son passati secoli dall’ultima volta che ho sentito parlare di questo posto. Fanculo il mare, oggi si rischia la vita provocando Velociraptor… forse: c’è un buco nella recinzione, ma per passarci son costretto a piegarmi… e con me si abbassano le aspettative. Un sentiero porta alla cava, abbandonata a se stessa. Che vergogna… un sito così importante…

Umidità, sole basso e ruggine sui vecchi e mastodontici macchinari, credo trasportatori, che si palesano ai nostri occhi. Centinaia, migliaia di orme simili, per noi profani.

Orma di dinosauro

C’è uno strano silenzio, poco vento. Si parla piano, quasi per rispetto di chissà chi. Saliamo? la domanda azzardata, andiamo! la mia esitante risposta, ai piedi del vecchio trasportatore. Una decina di scale grigliate e tendo la mano a chi con voce tremante sussurra soffro di vertigini! E siamo in alto. In punta di piedi ci affacciamo allo spettacolo concessoci: un immenso pavimento di orme ci regala l’errata percezione della sfericità della terra e il sole, protagonista assoluto, scherza col cielo regalandoci un cupo ma solenne tramonto. Il mondo sembra lontano, il tempo fermo.

Come spesso accade, mi sento più vivo quando il giorno muore.

Io che stamane avrei scelto il mare.

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