1°maggio OnTheRoad – Prima tappa: Matera

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Cercavo un suono onomatopeico che riproducesse il graffiare della gatta sulla porta ma niente da fare, non ce l’ho fatta. Be’, c’è la mia gatta che “bussa” alla porta della mia camera e con assiduità esclama Miaaaaooo, più pecisamente Maaaooouuu, questa l’ho beccata, almeno. Io sto dormendo. Poi mi sveglio.

Che cazzo, Cassa’… mi alzo, le apro la porta e adesso entri! Entra. Torno a dormire, anche se Cassandra fa lo stesso ai miei piedi, imponendomi un sonno educato.

Suona la sveglia, un attimo e realizzo che è 1 Maggio, devo andare chissà dove e c’è da organizzarsi. Mal di testa, porca puttana. Anzi no, no, ci stavo pensando troppo… meglio non farlo o mi vien davvero.

Colazione, soste al bagno e su Whatsapp Altamura nel pomeriggio! Ed io c’è il sole e non vediamo il mare?

Non lo vediamo. Si è deciso per Altamura e la sua festa federiciana nel pomeriggio.

Ci si incontra a mezzogiorno, però. E il mio Pranzo a Matera? funziona.

Matera è come al solito bella ancor prima di arrivarci. La strada è piena di curve, saliscendi e verde, tanto verde. Si ha la sensazione di essere gli unici a percorrerla e quasi mi vien da sperare in qualche guasto all’auto, per fortuna oggi non siamo con la mia. Cielo azzurro, strada isolata e fumo bianco dal cofano motore. E sete, tanta sete. L’incipit per un film horror.

Nessun guasto e Matera non è più la strada, ma Matera: parcheggio ottenuto imprecando e tanta gente, troppa. Il nostro unico pensiero è quello di trovare un posto per mangiare. Boh, io un bel piatto di carbonara… – per me anche un panino… è il segnale: non sarà semplice trovare un’idea comune. Optiamo per quello che capita.

Conservatorio Statale di musica E.R. Duni, Matera

Capitiamo, alle 15.30, dopo vani tentativi, ai piedi del Conservatorio Statale di Musica “E.R. Duni”, in piazza del Sedile, seduti ad un tavolo lercio, alla “Focacceria del Sedile”, almeno così dice il web, poiché l’insegna cita “Bar Tavola Calda” e niente più. Capitiamo perché i costa troppo ormai son lontani e nelle vicinanze ci son solo non c’è posto. Non siamo molto fiduciosi: mezz’ora e stiamo per scappare al tavolo del locale accanto nel contempo libero ma il cameriere, riapparso e sorpreso dal nostro disappunto, ci ricorda che vi avevo detto di prendere il menu e sparisce dietro le quinte. Ah. Bene. Io “orecchiette alla materana”, sì, io pure, io pizza, ci siamo. Ma del cameriere neanche l’ombra, ancora. Poi torna e son costretto ad ordinare una tovaglia, anche. Se mi date un attimo…

C’è aria di festa, l’azzurro del cielo e tanta, troppa gente. La tovaglia è insufficiente e lascia gli angoli del tavolo lercio scoperti. I bicchieri in plastica sono stati già utilizzati e son lavati, si nota. Ho un leggero mal di testa, eppure non ci penso da un po’. E le orecchiette sembrano una chimera. Invece eccole, ed ecco le pizze. Oh, però, niente male davvero, eh… assaggia la pizza… wow, buonissima, davvero. Oh, torna il buon umore, almeno in me. Ho voglia di un gelato e son convinto ormai che la “Focacceria del Sedile” sia il posto migliore per mangiare qualsiasi cosa, ma cambio idea spesso e ne prendo uno da “Gelida voglia”, su Via del Corso: stavolta l’insegna non mente e il gelato merita. Odio la folla che mi impedisce di vedere per scegliere poi cosa abbinare all’inevitabile zuppa inglese.

Altamura nel pomeriggio, questo il programma.  Ma almeno facciamo un giro, perché siam venuti qui? Mi inoltro in “Vico S.Giuseppe” convinto di trovarvi uno squarcio mozzafiato e mi sbaglio: un muro mi impedisce di ammirare per bene I Sassi. Torno indietro, “Piazza Vittorio Veneto”, “Belvedere Luigi Guerricchio”, un migliaio di foto simili che non catturano mai la bellezza di quanto vedono i nostri occhi. Foto di rito e via ad Altamura: ma questa è un’altra storia.

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