Napul’è – Quando l’apparenza inganna

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È ferragosto. Che palle il ferragosto, oh! L’unica cosa bella è che si fa filone a lavoro.
Francamente odio il ferragosto.  Sono anni che ho smesso anche solo lontanamente di pensare di passare questa giornata al mare. Sarà la sociopatia che peggiora con gli anni, sarà la pressione bassa, sarà che odio la sabbia e i miei amici, invece, odiano gli scogli… insomma, niente mare. Si stravolgono i programmi, finalmente! Io e Giusi mandiamo tutti a quel paese… specie quell’imbarazzante festa nella villa affittata, con la piscina. Che poi, dispiace per loro, è andata a finire a spalare terriccio melmoso a causa di uno dei più potenti alluvioni mai visti dalle nostre parti.
Niente di programmato, eh.
All’alba del 15 agosto 2015…

Che si fa, partiamo allora?
Beh, si. Ovvio. Metto qualcosa nello zaino. Ti serve qualcosa?
Allora, mezzora e sono da te. Si, portami lo spazzolino.
… Ma vuoi portarti il tuo?! Boh…

Siamo in macchina. Direzione? Napoli? Ma si, dai. Andiamo a Napoli. Non l’ho mai vista. Tu guida, io apro Booking e cerco un posto per dormire.

C’è un famosissimo “detto” legato a questa  città: Vedi Napoli e poi muori.  Ma in che senso? Di cosa si muore?
Stiamo entrando a Napoli. In silenzio. Guardiamo fuori dal finestrino e credo che entrambi stessimo pensando la stessa cosa. Ma dove cavolo siamo? Ma siamo a Napoli? Non è che abbiamo sbagliato strada? No, c’era scritto Napoli Centro. Vabbè, proseguiamo.
Eh si, quella sensazione di sbalordimento mista a incredulità aumenta minuto dopo minuto. Avanziamo, metro dopo metro, chilometro dopo chilometro e la mia impressione si fa sempre più nitida: siamo nelle favelas?!

Per quanto sia risaputo che Napoli non goda di una gran reputazione per la “pulizia” delle strade lungo l’intero paese,  quello che invece ci colpisce particolarmente è lo stato di totale abbandono.

Sembra una città dimenticata da Dio”.

Caos, disordine, disagio è ciò che una delle città più caratteristiche d’Italia ci trasmette.
Inizio a pensare alle parole del mio caro, amato Pino, che intona Napule è mille culure… Ma cosa avrà voluto dire?!
E così, con la testa piena di interrogativi e il navigatore alla mano, proseguiamo verso il centro, alla ricerca di un parcheggio.

Una volta liberi dall’auto, ci incamminiamo, all’avventura. Chiediamo indicazioni a destra e sinistra all’impazzata, incapaci di muoverci e parecchio confusi. E così, in lontananza, all’angolo di una strada, lo vediamo. Un omone buffo, dalla canotta sudaticcia e una coppola in testa. Peppe, un gigante buono e sporco.

Peppe è un cocchiere, si guadagna da vivere portando a spasso i turisti curiosi su una vecchia carrozza trainata dal suo fedele amico, il cavallo Ottaviano. Ecco, Peppe e Ottaviano saranno la nostra svolta, ma noi non lo sappiamo ancora.
Decidiamo di investire 40€ in questa passeggiata a cavallo: inizia così la nostra vera avventura.

Peppe non è un semplice cocchiere. Peppe, in questa giornata, sarà il nostro  “Cicerone”. Siamo come in un film, ci sentiamo elettrizzati e questa nostra avventura ci entusiasma ed emoziona. Peppe ci abbaglia con la sua sconfinata sapienza. Ci colpisce e ci tiene silenziosi, in ascolto, a pendere dalle sue labbra. Lui, dall’aspetto così trasandato e trascurato, è l’esempio che la cultura non si compra. Conosce ogni angolo della città. Ogni palazzo, ogni vicolo, ogni chiesa. Ci accompagna, a cavallo, all’interno della storia. Perché Napoli, sì, è tanta sporcizia, ma è anche, essenzialmente, un’infinita, splendida, culla di storia e cultura.
Napoli è l’aria magica del Chiostro Maiolicato di Santa Chiara, un posto incantato dove perdi la cognizione del tempo e dello spazio e hai la sensazione che da un momento all’altro possano comparire delle creature fatate.

Chiostro Maiolicato, Santa Chiara

Napoli è lo sguardo perso quando camminando sul lungomare ti appare in lontananza Castel dell’Ovo e i tuoi occhi bloccano un’istantanea immagine di perfezione, da aggiungere alle cartoline dei ricordi.

Castel dell’Ovo

Napoli è Castel Nuovo, o Maschio Angioino, al quale gru e impalcature non riescono a sottrarre imponenza e bellezza, da non lasciar spazio alle parole.

Castel Nuovo o Maschio Angioino

Napoli è la fenestella che ispirò i versi del poeta e scrittore Salvatore di Giacomo, riportati sotto di essa, sita nel piccolo borgo di Marechiaro, nel quartiere Posillipo.

Finestra di Marechiaro, Posillipo

Napoli è Spaccanapoli, con i suoi negozietti e i suoi caffè, con i mattoni corrosi dal tempo e quelle viuzze con case antiche e i pezzi di intonaco che vengono via. E allora che affermi che l’abbandono è davvero l’emblema di questa città. È proprio l’abbandono che la rende unica e caratteristica, nel mondo. Napoli è la pizza di Sorbillo e Regina Margherita. Napoli è fermarsi di botto, in mezzo al traffico, su via Mergellina, accostarsi in fretta e mettere le quattro frecce, scendere e affacciarsi… c’è il tramonto sul Golfo, a sinistra nitido il Vesuvio, un cielo dalle mille sfumature, intorno una miriade di case antiche di svariati colori. Ecco i mille colori, ecco cosa voleva dire Pino! Ma Napoli, prima di ogni altra cosa, è i napoletani. Non i ladri, non i furbi, non i camorristi: la gente onesta. I cittadini che amano i turisti, i cittadini che amano la loro casa e sono pronti a darti indicazioni ancor prima che tu le chieda. Disponibili, simpatici, piacevoli.

Napoli è Peppe e Ottaviano.
Questa la vera, nascosta, bellezza. Questa è la Napoli che mi ha sconvolta e conquistata per sempre.

Napule è na’ carta sporca… e nisciuno se ne importa…

2 pensieri su “Napul’è – Quando l’apparenza inganna

  1. Napoli non è solo una città, è un luogo delle scoperte: è un luogo da scoprire passo dopo passo, scorcio dopo scorcio.
    E’ una città emozione, di quelle che ti stupisce.
    E’ una di quelle di città che non è ‘solo un luogo geografico’, ma un posto per la mente e per il cuore.

    1. Come contraddirti Valeria… è uno dei luoghi che mi ha lasciato dentro le più controverse emozioni. E’ uno dei luoghi in cui voglio assolutamente tornare… e penso ci vorrò tornare sempre. Ci sono posti nel mondo, ai quali – chissà perché – sei legata da qualcosa si speciale, unico.

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